PREMESSA
Questo che seguirà sarà l’ultimo articolo per il 2025. Passatemi la battuta: so che non ne sentivate la mancanza…

Normalmente, a fine anno, governi, aziende, liberi professionisti, commercianti, ecc. tirano le somme e fanno i bilanci di come siano andati gli affari…
Ma anche noi singoli, come esseri umani, una piccola analisi dei risultati della nostra vita vissuta in questo anno che ci sta per lasciare, non possiamo non farla. Qui di certo non elencherò la mia personale situazione patrimoniale in termini di “entrate-uscite”, il mio “conto economico”, ma di ciò che in questo 2025 mi ha colpito maggiormente, senza un ordine cronologico circa gli avvenimenti accaduti, belli o brutti ma, ripeto, che hanno colpito la mia sensibilità e senza la pretesa di essere esaustivo.
ANALISI
Da dove iniziare? Dalle cose “belle”? Penso che non ruberei più di qualche paragrafo e sarebbe il blog più breve in assoluto ma mi auguro che io possa iniziare il nuovo anno con i miei Blog, di solito a metà di ogni mese e alla fine dello stesso, con qualche notizia veramente bella come, per esempio, la fine dei conflitti, in particolare quelli a noi più noti e vicini, con una pace giusta…

E per le cose “brutte”? Ah beh, rischierei di scrivere il Blog più lungo in assoluto!
Quindi? Quindi penso che ci voglia equilibrio, ma vorrei richiamare la vostra attenzione su ciò che sta accadendo intorno a noi e che, volenti o nolenti, non possiamo né dobbiamo far finta di non vedere.

Ad esempio? C’è l’imbarazzo della scelta: dai femminicidi agli accoltellamenti tra giovani (sembra diventato il nuovo “hobby”); dalle rapine agli esercenti a quelli delle persone comuni, colpevoli di portare addosso una catenina d’oro o qualche euro in tasca (a Milano, per 50€, cinque delinquenti in erba – tre minorenni e due appena maggiorenni – hanno picchiato e accoltellato un giovane studente di 22 anni procurandogli lesioni gravi e permanenti); dai disordini di piazza – vedi sempre a Milano gli atti di devastazione alla Stazione Centrale e i feriti tra le forze dell’ordine in coda ad una manifestazione sindacale proclamata dalla FGCI o a Bologna “ProPal” in occasione di una partita di basket contro una squadra israeliana, sempre con feriti tra i poliziotti – alle sanguinosissime guerre sia in Palestina che in Ucraina; ecc. ecc. Non parliamo delle quotidiane truffe, soprattutto agli anziani, ma non solo, con sempre nuovi escamotage, con espedienti che giocano con i sentimenti umani (la telefonata del fantomatico “maresciallo” dei carabinieri che chiede di versare importi di migliaia di euro come cauzione a seguito dell’arresto di un figlio per aver investito una persona per un processo per direttissima, ecc. o di un agente che andrà a domicilio e ritirerà la somma o, in alternativa ai contanti, oro e gioielli…).
Come vedete il materiale non manca…

Permettetemi una piccola parentesi: forse che delle devastazioni di quattro teppisti per centinaia di migliaia di euro come danni, il popolo palestinese ne è grato o ha forse migliorato la propria qualità di vita nella striscia di Gaza? E, perdonatemi ancora, ma non ho visto alcuna manifestazione “ProCat” (cioè a favore dei cattolici) per quei 300 studenti rapiti nell’istituto cattolico di Saint Mary nella comunità di Papiri, nello Stato del Niger nell’ovest della Nigeria. Forse che questi manifestanti siano tutti palestinesi e/o islamici/musulmani residenti in Italia? O i cattolici sono meno importanti e considerate persone di serie “B” secondo la scala dei valori di questi delinquenti (ammesso che abbiano dei valori umani…) e/o di chi li sostiene?
Ma tra le cose positive possiamo annoverare le azioni di soccorso dei giovani volontari in occasioni di calamità naturali – vedi i disastri provocati dalle alluvioni e inondazioni, dalle valanghe o dai terremoti – e in campo economico quello della nascita di numerosissime start-up da parte di giovani imprenditori o, a livello macroeconomico, dei riconoscimenti delle agenzie di rating relativamente alla promozione dell’Italia circa l’affidabilità e la maggiore stabilità governativa.

Vorremmo, però, lasciarci alle spalle le disastrose e drammatiche guerre israelo-palestinesi con la scia di morti innocenti dall’una e dall’altra parte (assalto terroristico di Hamas del 7 ottobre 2025 e la sanguinosissima reazione di Israele) che ogni conflitto porta con sé – vedi il milione e mezzo e più di persone civili e militari uccisi tra Russia e Ucraina – senza dimenticare i sanguinosi conflitti in Africa (come in Sudan, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo, Somalia), in Asia (come nello Yemen, Siria, Myanmar) e nelle Americhe (es. Haiti, Messico)…
Come vedete c’è l’imbarazzo della scelta…
Di certo è da stigmatizzare il comportamento “camaleontico” di un Presidente degli Stati Uniti d’America, un certo Trump, che dice e contraddice sé stesso un giorno sì e l’altro pure, con una arroganza più tipica di un dittatore – vedi Putin o uno Xi Jinping che, quest’ultimo, dalla mimica (o amimica?) facciale non sai mai se sta ridendo o sta preparando il tuo “funerale” (è tipico di questo grande Paese – ma non solo – far scomparire la gente contraria politicamente al potere senza lasciare tracce, ma col “sorriso” e un inchino…) – un Trump che da un lato firma un contratto con Zelensky per sfruttare le terre rare in Ucraina, in cambio della sua protezione militare dal nemico (?) russo, e poi lo “minaccia” di accettare i 28 punti del programma concordato con Putin (ma non erano “nemici”?) entro e non oltre una determinata ed improrogabile data – di fatto un ultimatum: ma non erano “amici”? – pena il non supportare più logisticamente con la propria intelligence, statunitense, e le armi, mentre proroga la data delle sanzioni sul petrolio russo, mentre noi attendiamo che l’Europa si svegli…


Mentre sto redigendo questo articolo, già sta mutando lo scenario: ora sembrerebbe che Trump sia meno intransigente (dai 28 punti si è arrivati a 19…) ed accetterebbe la possibilità di una proroga dell’ultimatum, imposto a Zelensky, alla luce anche dell’intervento europeo (chissà che si stia svegliando… meglio tardi che mai). È la sua “tecnica di vendita”, da commerciante, dove cambiando l’oggetto della “compra-vendita” la tecnica non cambia. Peccato che qui non stiamo parlando di un oggetto materiale, un appartamento, un grattacielo o una catena di supermercati, ma della libertà e della dignità di un popolo… Staremo a vedere, mentre i Russi continuano, in nome della pace che sbandierano volere, a bombardare e fare strage di civili e relative infrastrutture energetiche per ridurre allo stremo la resistenza della popolazione!
Ora non voglio trasformare questo articolo, che vorrebbe essere in un certo qual modo ben augurante, in un agone politico-militare, ma vorrei quasi esorcizzare scenari più drammatici e truci di quello che già non sono.
Cristianamente, siamo nel periodo natalizio dove, senza scadere nella retorica, dovremmo vivere un momento di non belligeranza e poter ascoltare, per una volta, il silenzio delle armi e che le popolazioni siano tra loro in pace (magari lo siano state almeno nel giorno di Natale), che i conflitti non solo militari ma anche familiari, tra genitori e figli, suoceri e nuore/generi, mariti e mogli, possano sedarsi in nome di quel Gesù Cristo che sulla croce è morto per noi, per le nostre colpe, affinché non sia morto invano e in questo S. Natale non sia “rinato” per nulla…

Ma sembra che l’essere umano sia più interessato ad autodistruggersi – vedi ad esempio anche i cambiamenti climatici ai quali con i propri comportamenti sta, in un certo qual modo, contribuendo con le relative conseguenze sotto gli occhi di tutti, occhi che mi sembrano però affetti da “cecità”… – che non a vivere e crescere in armonia col creato.
Qui non si tratta di essere credenti o atei, ma esseri razionali dotati di quell’intelligenza che pur Qualcuno ci ha dato ma che sembra insufficiente a gestire le risorse di quel creato al punto che dobbiamo affidarci – così sembrerebbe – ad un’altra intelligenza: quella “artificiale” con le manipolazioni spesso in negativo che se ne sta già facendo pur essendo agli albori delle sue incredibili e positive potenzialità in tanti ambiti della scienza medica e della tecnologia in generale.

Un esempio? Cosa vi dice quel “giochino” di “spogliare”, mettere letteralmente “a nudo”, donne più o meno famose, note al grande pubblico, sostituendo il viso di una di loro con il corpo, ovviamente nudo, di un’altra sconosciuta? O riprodurre scene pornografiche sempre col volto di una donna “famosa”?
E dell’uso del web – qui parliamo però di “deficienza” umana, non artificiale… – dei siti porno tipo “Mia moglie”? Qui la perversione ha raggiunto livelli impensabili se pensiamo che chi pubblica quelle foto e/o video delle proprie mogli non sono attori professionisti del mondo “hard”, ma persone “normali”, mariti malati sessualmente, senza contar le migliaia di “guardoni” sesso-dipendenti che affollano il sito!
RIFLESSIONI

È veramente desolante che l’“evoluzione” (?) e il benessere abbiano portato a questo decadimento, piuttosto che ad uno star bene sano, condiviso e a favore di tutti. L’egoismo, l’edonismo e la bramosia di potere e di ricchezza hanno trasformato l’uomo in un qualcosa di difficilmente classificabile o, quantomeno, che ci ripugna definire.
Pur con tutto l’ottimismo, si fa fatica a vedere un futuro roseo di amore (non di sesso pornografico…), di pace (non di pacifismo), di bontà (non di buonismo), di rispetto (non di “manierismo”, nel senso di “buone maniere” formali), in una parola, di carità (non semplice elemosina) verso il prossimo, una applicazione delle Opere di Misericordia spirituali e materiali che induce al principio di solidarietà umana (non di assistenzialismo) .
Dunque uno scenario irrimediabilmente compromesso e volto al peggio? Beh, se dovessi giudicare da ciò che la cronaca quotidiana ci porta a conoscenza, non solo nel nostro Paese, ma nel mondo, ditemi voi cosa dovrei trarne e come concludere.
Di una cosa sono convinto. Se non torniamo ai valori fondamentali della convivenza civile e rispettosa dell’essere umano nella sua globalità, se non torniamo ad educare i nostri figli al rispetto della vita in tutte le sue manifestazioni, credo che il nostro destino sarà orientato all’autodistruzione, a scomparire dalla faccia della terra.
Addirittura? Pessimista cronico? Mah, decidete voi, ma più volte nella storia recente mi sembra che l’olocausto nucleare si sia sfiorato, non ultimo quello minacciato da Putin e dalla sua cricca… E non penso occorra essere degli esperti militari o politologi per pensare che ad azione risponda reazione “uguale” e contraria.

“Uguale” tra virgolette perché, aldilà delle motivazioni giuste o sbagliate, credo che, per esempio, la reazione israeliana all’atto terroristico di Hamas (che la giustifica…) abbia raggiunto livelli inaccettabili e sproporzionati.
Quante volte Putin e compagni hanno minacciato di ricorrere all’arma nucleare (che poi mi domando quale sia il senso, perché una bomba atomica di oggi ha un tale potere devastante e un effetto radioattivo postumo con un fallout nucleare immediato e le conseguenze che renderebbero inospitali per moltissimi anni, sin millenni, intere aree sia in termini abitativi che produttivi)?
Da Internet:
“La durata del fallout nucleare varia in base alla grandezza dell’esplosione e al tipo di materiale radioattivo, ma il periodo più intenso e pericoloso dura da poche ore a un paio di giorni. Successivamente, le particelle radioattive continuano a cadere per giorni o settimane, e il pericolo di esposizione a lungo termine persiste per molto più tempo, influenzato dal tempo di dimezzamento di specifici isotopi come il cesio-137 (30 anni) o il plutonio-239 (24.100 anni)”.
Quindi? Chi vince? Chi lancia prima più bombe atomiche, sempre più distruttive? E al “vincitore”, cosa rimane? Da spalare cenere radioattiva per 24.100 anni? (Pensiamo solo agli effetti della centrale atomica di Chernobyl sul suo territorio, ancora inospitale dal 1986 ad oggi, 40 anni dopo…) e l’essere umano non vive 200.000 anni…
Dio mio, possibile che siamo arrivati a questo punto di imbecillità?! Altro che “vittoria di Pirro”! Mi verrebbe voglia di usare una espressione milanese simile del tipo vittoria di “Pir…” avete capito.
CONCLUSIONE
Perdonatemi, ma veramente dobbiamo cercare di prendere coscienza di questa, e non solo, triste realtà, e non con discorsi retorici che non cambiano nulla e sono un pretesto per non cambiare nulla.
Diceva il Giudice Falcone:
“Che le cose sono così, non è detto che debbano andare per forza così. Ma il problema è che quando c’è da rimboccarsi le maniche, quando c’è da mettercela tutta per attuare un cambiamento, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza delle persone preferisce lamentarsi piuttosto che fare”.
Con un commento del web che mi sento di sottoscrivere:
“Questa citazione sottolinea la differenza tra l’osservazione passiva di una situazione e l’impegno attivo necessario per cambiarla, evidenziando la tendenza diffusa a lamentarsi anziché agire concretamente”.
E vorrei concludere con un ulteriore pensiero del Giudice Falcone:
“Perché una società vada bene, si muova nel progresso… basta che ognuno faccia il suo dovere”.
E, forse, questo semplice suggerimento potrebbe essere il miglior auspicio per iniziare il 2026 con un’altra impostazione: dal lamento all’azione; dalla pretesa dei diritti al senso dei doveri; dalla protesta violenta fine a sé stessa, ideologica, strumentale e strumentalizzante, alla concretezza di una proposta alternativa; dal “politically correct” all’agire correttamente… e, in ultima analisi, ritornare al buon senso col quale questa Italia e il mondo è stato costruito bandendo le idee balzane/malsane e falsamente progressiste/moderniste.
Auguri di cuore per un 2026 diverso ma, soprattutto, realmente migliore in cui pace e giustizia possano realmente progredire per il bene di tutta l’umanità, al posto delle ideologie in nome e per conto delle quali ci stiamo distruggendo!
BUON

Con fiduciosa speranza, Vostro Antonio.

















