Antonio Palmiero

CI RISIAMO: FESTA DI TUTTI I SANTI O HALLOWEEN? 

CI RISIAMO: FESTA DI TUTTI I SANTI O HALLOWEEN?-AntonioPalmiero

PREMESSA

Carissimi Lettori, per correttezza, quanto riporterò qui di seguito è tratto – pressochè integralmente – dalla mia 11° Newsletter di novembre 2024. Tengo a precisarlo perchè le persone che ricevono ogni primo del mese detta Nesletter sono in parte le stesse presenti nella mailing list dei miei lettori dei Blog che invio loro due volte al mese sul mio brodcast. Chiarito questo, per il rispetto del tempo che voi tutti dedicate alla lettura di quanto scrivo e non volendo farvelo perdere nella rilettura di qualcosa che avete già letto, procediamo affrontando un tema mai troppo approfondito e per certi versi “pericoloso”, soprattutto per i più giovani, inconsapevolmente.

Partiamo dal fatto che questa ricorrenza genera un “conflitto di interessi”, una “concorrenza” – vedremo che così non era in origine – tra due celebrazioni: la “Festa di Tutti i Santi” e “Halloween”. Preciso, inoltre, che il confronto laico/religioso che seguirà non è scritto da me, ma da me riportato cercando fonti serie e attendibili su questo tema. Spero di esserci riuscito, riservandomi una mia opinione in merito. La vostra è sempre gradita e da me esortata al fine di creare, dopo tutto questo tempo, un dialogo più allargato e, nello spazio sottostante ogni Blog a voi riservato, la possibilità di esprimere ciò che ne pensate in merito. Buona lettura, dunque.

ANALISI

LAICAMENTE  

Traggo, in parte, quanto seguirà dal sito qui riportato: Irlandando.it Halloween in Irlanda – https://www.irlandando.it/halloween/storia/ – lasciando al lettore la possibilità di leggere integralmente l’articolo originale: “Samhain, la vera storia di Halloween“.

Halloween: le origini

Scopriamo insieme le origini celtiche della festa di Halloween, meglio conosciuta con il nome di Samhain dalle origini antichissime rintracciabili proprio in Irlanda. Forse non tutti sanno che la festa di Halloween non nasce in America ma ha origini antichissime rintracciabili in Irlanda, quando la verde Erin era dominata dai Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico. Dall’Irlanda, la tradizione è stata poi esportata negli Stati Uniti dagli emigranti, che, spinti dalla terribile carestia dell’800, si diressero numerosi nella nuova terra.

Halloween: etimologia del nome  

Il nome Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo, quindi “la vigilia di tutti i Santi”. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day. L’importanza che, tuttavia, viene data alla vigilia si deduce dal valore della cosmologia celtica: questa concezione del tempo, seppur soltanto formalmente e linguisticamente parlando, è molto presente nei paesi anglofoni, in cui diverse feste sono accompagnate dalle parole “Eve”, tra cui la stessa notte di Capodanno, “New Year’s Eve”, o la notte di Natale “Christmas Eve”. –   Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

Halloween nella cultura contemporanea  

È molto probabile che la concezione cristiana della morte e dell’aldilà abbia influito sulla percezione di Halloween nei secoli successivi, conferendole quel tono di oscurità e paura, che ancora oggi, sebbene in modo del tutto simbolico, caratterizza questa festa. Con il passare dei secoli, ciò che maggiormente è rimasto come contenuto di Halloween è, infatti, l’aspetto lugubre dell’aldilà, con i fantasmi, i morti che si levano dalle tombe, le anime perdute che tormentano chi in vita aveva arrecato loro danno. Tale aspetto viene, in qualche modo, esorcizzato dalle maschere e dagli scherzi caratteristici di questa festa. –  Oggi invece, l’allungamento della vita media nei paesi occidentali e i notevoli progressi delle scienze mediche hanno reso la morte in un certo senso meno accettabile, privandola del suo connotato di naturalità che aveva in passato e caricandola ulteriormente di visioni negative e drammatiche. In generale, si può affermare che Halloween è vissuta con serenità e gioia soprattutto dai giovani, ma traspare sempre qualche reticenza e diffidenza se se ne osserva il lato misterioso, soprannaturale e demoniaco.  

Perché ci si traveste ad Halloween  

Durante la notte del 31 ottobre è tradizione che chiunque, grandi e piccini, si indossi una maschera, solitamente paurosa, come fantasmi, streghe, vampiri, lupi mannari e, sempre più frequentemente negli ultimi anni, di personaggi famosi del cinema horror. L’abitudine di mascherarsi in occasione di Halloween deriva probabilmente dall’usanza celtica di indossare pelli di animali e maschere mostruose durante i riti di Samhain e dell’accensione del Fuoco Sacro, per spaventare gli spiriti e tenerli lontani dai villaggi.”

RELIGIOSAMENTE

Don Antonio Rizzolo – nuovo Presidente e AD del Gruppo editoriale San Paolo – nel rispondere su Famiglia Cristiana ad un lettore circa la notte di Halloween spiega come una festa inizialmente cristiana e cattolica sia stata strumentalizzata a fini commerciali e che i nemici della Chiesa – satanisti e occultisti – se ne siano appropriati trasformandola in qualcosa di diabolico e pauroso.

A tal riguardo diversi sono i casi di ragazzi che soffrono di disturbi psichici. Interessante da leggere l’articolo di Antonio Sanfrancesco«Profanazioni, violenze e disturbi psichici tra i ragazzi. Con halloween non c’è da scherzare» dove sottolinea quanto segue:

«Quando parliamo di Halloween occorre, innanzitutto, mettere da parte le zucche vuote ed usare il cervello. E c’è poco da scherzare. Dietro le apparenze di un’innocente festicciola carnascialesca, si nasconde una tragica e pericolosa realtà, sconosciuta ai più. Si tratta di un fenomeno anticristiano che affonda le proprie radici in un culto pagano ed esoterico, strettamente legato al mondo dell’occulto e al satanismo. Ce lo ricordano i sacerdoti diocesani che, soprattutto nei giorni che precedono la notte del 31 ottobre, il cosiddetto “Capodanno satanico”, subiscono profanazioni e furti eucaristici nelle loro chiese».

Credo non serva andare oltre nel commentare una usanza non nostrana ma importata con le deformazioni che il maligno non si lascia sfuggire: <<…Ce lo ricordano i sacerdoti diocesani che, soprattutto nei giorni che precedono la notte del 31 ottobre il cosiddetto “Capodanno satanico”, subiscono profanazioni e furti eucaristici nelle loro chiese>>.

Riporto anche quanto scrive don Andrea Lonardo:

“Scrive don Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma: «I cristiani – grandi maestri della gioia e del festeggiare – inventarono la festa dei santi (e la commemorazione dei morti) per celebrare il fatto che la morte era vinta e che il duro male era ormai sconfitto. Di questo dobbiamo parlare ai bambini, spiegando il nome Halloween». Prosegue don Lonardo, «i celti cattolici (gli antichi irlandesi) iniziarono a celebrare l’illuminazione della notte, le zucche che mettevano in fuga il male, il cielo che visitava la terra, i dolcetti che i morti portavano ai loro discendenti come segno del loro amore sempre presente e della loro intercessioni per i loro cari presso Dio, la sconfitta del male» (vedi il sito www.gliscritti.it)”.

CONCLUSIONE

Sempre don Antonio Rizzolo in risposta a quel lettore e a conclusione dell’articolo scrive:

“Cosa fare, allora? Forse è il caso che noi cattolici ci riappropriamo di Halloween, svincolandoci per quanto possibile dai legami consumistici e spiegando ai nostri ragazzi la comunione che ci lega ai nostri defunti e a tutti i santi. Non trascurando una visita e una preghiera al cimitero”.

Ecco, concludo anch’io dicendo che il modo migliore di festeggiare la Festa di Tutti i Santi – il 1° novembre (non il 31 ottobre…) – sia quello della preghiera a loro rivolta affinché abbiano ad intercedere per noi presso il Padre – se in Paradiso o ancora in Purgatorio – e possano diventare realmente un modello di imitazione, non di semplice “ammirazione”, ricordando che ogni uomo è chiamato alla santità, cioè a varcare la soglia di quel Paradiso a cui ambiamo, anche senza aver ricevuto su questa terra “l’onore degli altari”.

FESTIVITA’ DEL 2 NOVEMBRE

E per i nostri defunti che, guarda caso vengono ricordati il 2 novembre, cioè il giorno dopo la suddetta festività, cosa fare? Spiegare “…ai nostri ragazzi la comunione che ci lega ai nostri defunti e a tutti i santi. Non trascurando una visita e una preghiera al cimitero” ricordandoci che la preghiera di suffragio per loro sarà il più bel regalo che potremo fare alle loro anime, per quelle, cioè, che sono ancora in Purgatorio in attesa di entrare nella gioia paradisiaca, altro che anime vaganti sulla terra! Poi ognuno è libero di crederci o meno…

A tal proposito vi ricordo la possibilità di scaricare gratuitamente il libro – nella Home page direttamente dal mio sito antoniopalmiero.it – da me redatto: “Anche i morti hanno bisogno dei vivi” dove, sotto forma di giallo/Thriller metafisico, viene presa in esame la relazione tra l’aldiqua e l’aldilà, tra la vita e “la vita oltre la vita”. In alternativa per chi volesse avere una copia cartacea, potrà acquistarlo su Amazon, come qui sotto indicato. Buona lettura.

Auguri a tutti di… “Tutti i Santi”.

Con affetto, vostro Antonio.

P.S.: se vi interessasse approfondire ulteriormente la tematica della Festività di “Tutti i Santi”  e il tema dei defunti, o meglio, della “vita oltre la vita”, vi suggerisco i due articoli da me redatti e presenti sul BLOG del mio sito antoniopalmiero.it dal titolo:

Festività di “Tutti i Santi”: Tutti Santi?

e

I nostri Cari Defunti: ma esiste una Vita oltre la Vita?

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3 risposte

  1. Sono d’accordo con quello che si dice in merito al pericolo dei satanisti e questo, per me che mi ritengo cattolica, mi fa paura! Mia nipote compie gli anni proprio il due Novembre: io e mio marito preghiamo più intensamente il rosario e affidiamo tutti i giovani alla nostra cara Madre celeste.

  2. Gentile Silvana, ti ringrazio per l’attenzione e condivido quanto hai sinteticamente espresso. Credo che la cultura “laica” stia cercando di sostituirsi, in tutti gli ambiti sia sociali che familiari, alla nostra cultura, negandone le origini cristiane e cattoliche. Per questo bisogna vigilare e testimoniare con la nostra fede i valori in cui crediamo in modo coerente. Per esempio, invece di vestire da “scheletro” o da mago o da strega il nostro bimbo, che ovviamente non può capire il senso (per lui è un gioco… e per i più grandicelli è un altro carnevale), perchè non proporre una serata vestendoli da “Santi” e raccontare, a seconda dell’età e in forma adatta all’età, una storia del Santo di cui portano il nome?
    Circa il timore che mi manifesti, la paura per questi satanisti, due cose: primo, non aderirvi (e le sedute spiritiche, ad esempio, sono uno strumento che molto spesso i ragazzi sottovalutano nella loro reale pericolosità…); secondo, la preghiera è l’arma più efficace contro le insidie del demonio che nulla può se noi non glielo permettiamo. Stai serena, quindi, e continua con “l’arma” vincente del S. Rosario che Satana e compagni temono – loro! – più di ogni altra cosa. La Madonna proteggerà tutti coloro alla quale si affidano o vengono affidati. Un saluto e, con l’occasione, un augurio di cuore alla tua nipotina! Con affetto, Antonio.

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